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Profilo

bioarchitetto

Ha conseguito il Ph.D. in Innovazione Tecnica e Progetto nell'Architettura presso il Politecnico di Milano. Iscritta all' Ordine degli Architetti della provincia di Milano, svolge la libera professione con attività progettuale prevalente in Progettazione, Tecnologia e Recupero edilizio, risparmio energetico, abbattimento barriere architettoniche, abitazioni ecologiche, arredamento d'interni e studi medici. Membro INBAR, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, docente a contratto presso Università degli Studi Milano-Bicocca.

La nostra filosofia: ARCHITETTURA SOSTENIBILE e BIOARCHITETTURA

La sostenibilità nell'architettura, cosi come nello sviluppo economico, è riferita alla salubrità degli spazi artificiali, al controllo degli aspetti energetici ed all'impatto del costruito nell'ecosistema . E' un concetto più ampio di quello di bioarchitettura poiché includendolo lo estende anche ai processi economici e sociali entro il quale si svolge l'azione umana .

L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE

  • vuole abitazioni salubri
  • evita gli sprechi energetici nella costruzione e nella manutenzione
  • integra le costruzioni nell'ecosistema che le ospita
  • pensa al futuro: costruisce oggi senza danneggiare le generazioni future
  • è socialmente ed economicamente compatibile

La bioarchitettura è un orientamento e ramo dell'architettura che specificatamente nella costruzione di abitazioni civili si propone il rispetto dell'ambiente naturale, privilegiando l'impiego di materiali e di tecniche che consentono un risparmio energetico.

LA BIOARCHITETTURA

  • privilegia l'uso di materiali e di tecniche che consentono di risparmiare energia
  • costruisce rispettando l'ambiente naturale che circonda i fabbricati
  • immagina un mondo abitato, ma ricco di energia e di naturalità

Il nostro metodo: la PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Il movimento della community architecture (architettura comunitaria o partecipata) nasce alla fine degli anni sessanta nel mondo anglosassone per superare i problemi di una progettazione sempre più specialistica dove il tecnico - progettista e l'utente sono profondamente separati. Lo sviluppo della Progettazione Partecipata si fonda sulla necessità di creare un rapporto di collaborazione inserendo all'interno del gruppo progettuale tutti i soggetti direttamente coinvolti dalla realizzazione di un artefatto: gente comune, professionisti, imprese e autorità. La chiave per una pianificazione più efficiente ò considerare i fruitori come attori fondamentali, in quanto consapevoli dei propri bisogni e delle condizioni reali; inoltre è importante sapere che le soluzioni dei problemi sono da cercare nelle pratiche quotidiane e che ogni singola situazione richiede una strategia pensata per quel caso specifico e non adattabile ad altri. Nei migliori Progetti Partecipati le persone prendono parte attivamente ai processi decisionali e vengono supportate con una serie di strumenti per controllarne l'andamento, assumendosi le responsabilità e i rischi che ciò comporta. Il coinvolgimento dei fruitori ò costante in ogni fase del progetto, dalle analisi iniziali alla stesura definitiva. Gli architetti e gli urbanisti collaborano con la gente nella stesura dei piani e dei progetti facendo acquisire e condividendo le competenze tecniche, vagliando insieme tutte le opportunità proposte. L'utilizzo di queste strategie innovative consente di sviluppare senso di appartenenza da parte dei partecipanti nei confronto del progetto e di creare quindi le condizioni favorevoli per la sua realizzazione. "Sapere ascoltare è inseparabile dalla capacità di accettare l'altro come portatore di una prospettiva autonoma non riducibile alla nostra" (Sclavi M. "La signora va nel Bronx", 1994) L'Ascolto quindi, per una profonda comprensione dei problemi e dei bisogni, per una vera "immersione" nel contesto da analizzare e anche per evitare che i professionisti abbiano un approccio troppo tecnico. Esempi di Progetti Partecipati realizzati dallo Studio Bongiovanni: SULLA VIA DEL FERRO AGRITURISMO CASCINA CRISTIN.