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La percezione del colore negli ambienti scolastici

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La percezione del colore negli ambienti scolastici

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Alla visione partecipa tutto il corpo perché il colore è un fenomeno che investe l'individuo nella sua totalità, in base al fatto che l'occhio è il punto sinergico tra esperienza, memoria dell'individuo e sollecitazioni esterne. Per questo motivo diventa di fondamentale importanza intervenire negli ambienti scolastici con i livelli di illuminamento adeguati e, soprattutto, con i colori giusti che, trasmettendo percezioni sensoriali, lasciano nella memoria dei segni.

Lo stare bene a scuola è legato all'essere in sintonia con il luogo in cui si vive. Il luogo dove i bambini ed i ragazzi trascorrono il maggior numero di ore è proprio l'ambiente scolastico e questo influenza sicuramente il loro stato d'animo perciò è di primaria importanza che, oltre a rispondere ai requisiti di salubrità, comfort, funzionalità ed estetica, sia anche un ambiente cromaticamente armonico. Percezione del colore nell'ambiente architettonico.

Roberto De Rubertis sostiene che l'architetto deve conoscere la fenomenologia della percezione poiché questa interviene nella fruizione ma anche nell'idea e nel progetto architettonico. L'uomo ha percezione del proprio ambiente mediante gli organi sensoriali.

La cognizione della qualità e della quantità di tutti i fenomeni è una elaborazione intelligente ma soggettiva di ogni mente, che effettua continui confronti con i dati immagazzinati e le precedenti esperienze. L'atto di recepire informazioni è condizionato da alcuni fattori soggettivi. "Questi parametri fanno capo ad un solo fatto generale: la posizione dell'osservatore; Posizioni sono perciò la cultura, l'atteggiamento e la stessa collocazione fisica nello spazio nel momento della ricezione di un segnale"

È noto quanto la cultura e l'atteggiamento soggettivo influenzino la conoscenza degli elementi formali dell'ambiente. La realtà che possiamo conoscere è solo quella per cui abbiamo predisposto strutture di apprendimento opportune e da cui attendiamo segnali.

Anche la posizione dell'osservatore nello spazio influenza la percezione della realtà. Conseguentemente alla sua posizione l'uomo, ed in particolare i ragazzi, recepiscono i fenomeni circostanti ordinatamente alla relazione di prossimità che ha con tali fenomeni.

Gli oggetti o gli eventi vicini assumono importanza maggiore, ed il colore, influendo in maniera determinante sul comportamento e sull'umore, indirettamente influisce sulla salute e sulle reazioni emotive, in particolare nelle fasce di età degli studenti, per questo deve essere calibrato, dosato ed applicato con criterio ed attenzione. L'applicazione di colori adatti riesce a migliorare l'attenzione, la socialità, la riflessività, aumenta il buon umore e addirittura fa diminuire "assenteismo non solo degli studenti ma anche del personale.

Paolo Portoghesi subendo l'influenza di Albert Einstein nella sua concezione energetica di spazio architettonico, afferma che la definizione di spazio non può prescindere da quella di energia e di campo, ed in particolare "il rapporto tra la struttura architettonica e lo spazio è assimilabile a quello che esiste tra un polo magnetico ed il campo che esso genera".

La concezione dello spazio architettonico di Paolo Portoghesi diventa struttura policentrica, in cui i punti di osservazione risultano moltiplicati. Per ogni centro di riferimento esiste un campo percettivo di natura chiaramente polare. L'uomo scegliendo la posizione fisica di osservatore; modifica il campo ricettivo, ordinando i valori percettivi in funzione della distanza.

Il colore interagisce con tutto ciò. L'immagine che rimane impressa dopo la visione di una realtà molto colorata è elemento di riferimento per i riconoscimenti successivi da parte dell'occhio. I colori sono esperienze sensoriali molto incisive ed interagiscono con altre esperienze sensoriali dovute al tatto, all'olfatto, al gusto, etc.

Intorno o dentro un complesso architettonico come le scuole, l'insieme di queste sensazioni contribuisce a determinare un energico campo di forze che attrae lo spettatore verso il centro magnetico del luogo.

Tra due campi posizionati ad uguale distanza rispetto ad uno spettatore, il campo che presenta maggior forza di attrazione richiamerà l'attenzione dello spettatore e proprio il colore è l'elemento che contribuisce a dare maggior forza attrattiva ad un polo.

Negli ambienti scolastici i colori troppo tenui e troppo scuri, ma anche i grigi, i beige, e i bruni devono essere ridotti al minimo, perché tendono a favorire gli stati depressivi e la tristezza, mentre i colori vivaci vanno a stimolare le parti più istintive delle menti in fase evolutiva, condizionandole positivamente.

La scelta dei colori viene comunque effettuata in base alla destinazione funzionale degli ambienti e secondo gli orientamenti forniti dalla cromoterapia e dalla psicologia comportamentale che non tralascia la psicologia della forma e del colore.

Beatrice Bongiovanni