Comfort & Salute
È possibile che parte delle cause delle nostre sofferenze fisiche e psicologiche siano da ricercare nel luoghi dove abitiamo?
Indice
- Casa dolce casa?
- Oltre 800 materiali nocivi
- Una crescita di interesse
- L'importanza dell'ecosistema
- Il ruolo del progettista
- Per una casa sana
- Il recupero della storia
- L'abc della Bioarchitettura
- Il problema dei costi
Il progresso ha certamente contribuito a rendere le nostre abitazioni più confortevoli ma, contemporaneamente, ha concorso a danneggiare la qualità della vita: elettrodomestici, detersivi, materiali di rivestimento, condizionatori, prodotti non sufficientemente testati hanno trasformato le costruzioni in un campionario di sorgenti inquinanti. Recenti ricerche provano ciò che da tempo affermavamo: l'aria della nostra casa è più inquinata di quella esterna.
È possibile che parte delle cause delle nostre sofferenze fisiche e psicologiche siano da ricercare nel luoghi dove abitiamo? A questa domanda siamo oggi in grado di rispondere: Sick Building Syndrome (sindrome da edificio malato) e Building Related Illness (malattia provocata dagli edifici) sono definizioni ormai diffuse nella cultura progettuale, le quali si riferiscono appunto al pericoli costanti che si annidano nel luoghi destinati alla vita dell'uomo, siano essi abitazioni, uffici o scuole.
CASA DOLCE CASA?
Occupiamoci comunque di ciò che maggiormente ci interessa in questa sede, l'abitazione; ogni giorno nelle case si svolgono attività che comportano delle conseguenze più o meno gravi per chi ci vive: cucinare, lavare, stirare, pulire, procedere a riparazioni più o meno semplici che implicano l'uso di determinati prodotti; quotidianamente vengono usati elettrodomestici che espongono a forti rischi chili usa: il televisore, il frigorifero, il forno a microonde, la cucina, la caldaia, creano effetti più o meno negatIvi sulle persone che risiedono nell'abitazione.
Quali sono queste ripercussioni?
Il luogo, dove l'abitazione è ubicata può essere causa di inquinamento, dal terreno può fuoriuscire un pericoloso gas, il radon, responsabile di tumori e leucemie (accertato da recenti studi in Francia), il passaggio anche in profondità di corsi d'acqua, la presenza nelle vicinanze della costruzione di linee di alta tensione, di impianti radar, di ripetitori televisivi determinano elettromagnetismo con conseguenze che vanno dalla cefalea alla stanchezza, dall'insonnia alla tachicardia. Gli stessi materiali che costituiscono l'abitazione possono rappresentare fonti continue di inquinamento, dal collante ai marmi, dagli isolanti alle vernici a base di solventi e biocidi ad alta tossicità, dal cemento alle pavimentazioni. Per non parlare dell'arredamento che da alcuni vecchi mobili in truciolato lascia traspirare la formaldeide, dal legno in pentaclorofenolo, ed altri elementi tossici che evaporano in composti organici volatili responsabili di allergie, irritazioni, disturbi respiratori ecc.
Ma problemi di inquinamento possono derivare anche da una progettazione non attenta ad ambienti come le cucine che, se non dimensionate e ventilate correttamente, consentono il passaggio di gas come il biossido d'azoto e l'ossido di carbonio nel resto dell'abitazione.
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OLTRE 800 MATERIALI NOCIVI
Insomma introducendo materiali di sintesi, polimeri, prodotti per la verniciatura, l'incollaggio, la coibentazione, l'assemblaggio di materiali sintetici ed arredamenti, i rivestimenti ecc., si possono avere nell'aria interna degli ambienti oltre 800 composti nocivi, ma Il fattore aggressivo di molte di queste sostanze non è stato ancora evidenziato.
Proprio dall'analisi di.questa situazione si capisce la necessità di creare un osservatorio dei materiali che vengono immessi sul mercato dell'edilizia e destinati in particolare all'abitazione, in modo da poter avere non solo valutazioni ma garantire anche un controllo dell'effettiva qualità, visto che le norme legislative vigenti non ci tutelano abbastanza, dando il via a quella sensibilizzazione fatta di interventi concreti e rivolta soprattutto al mondo politico, per la cultura dell'abitare sano.
Attualmente l'osservatorio è già in atto ed in grado di fornire valutazioni del materiali.
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UNA CRESCITA DI INTERESSE
Oggi, comunque, si rileva un interesse sensibile e crescente nel confronti di questi problemi. teso soprattutto a stimolare la ricerca di soluzioni tecnologiche e la realizzazione di materiali che garantiscano all'abitazione qualità ma anche salubrità.
Realizzare costruzioni che rispettino la natura e garantiscano una vita confortevole e sana agli abitanti è la filosofia alla base della bioarchitettura.
Un'architettura ecologica deva rispondere a determinate caratteristiche e criteri costruttive oltre che offrire precise garanzie. così come le abitazioni antiche realizzate con materiali naturali quali la pietra, il legno e l'argilla che non causavano i gravi problemi di inquinamento "indoor" e di impatto ambientale perché poche e semplici regole garantivano la salubrità e il rispetto dell'ambiente.
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L'IMPORTANZA DELL'ECOSISTEMA
La realizzazione di un edificio tenendo conto dei criteri bioarchitettonici affronta concetti relativi ad un modo di concepire l'esistenza dell'uomo, la sua vita, i legami con la natura; ed infatti proprio l'ecosistema e l'ambiente sono tenuti in massima considerazione perché. essendo parte del patrimonio dell'uomo. entrano nel processo progettuale e determinano scelte che portano ad un approccio costruttivo diverso, nuovo, che consente di legarsi al territorio cercando di limitare al massimo quell'atto di violenza che l'intervento stesso sul territorio rappresenta.
Infatti, le differenze rispetto al corrente modo di costruire vanno ricercate proprio nell'approccio diverso, perché siamo convinti che i problemi di un ecosistema causati nel passato inconsciamente o inconsciamente risolti quando era possibile, vanno prevenuti.
Le antiche filosofie hanno sempre anteposto la prevenzione alla guarigione, anche perché è ormai chiaro che i costi sociali dell'abitare in ambienti inquinati sono elevatissimi ed è molto più conveniente pensare e progettare ecologicamente il proprio futuro evitando così di ricorrere a sistemazioni posticce e rimedi parziali per garantire un giusto benessere.
Allora cerchiamo di fare chiarezza sui risultati che vogliamo raggiungere per le nostre abitazioni, cerchiamo di capire qual'è l'obiettivo nella realizzazione di un manufatto abitativo, mettiamo da parte tutto ciò che non è compatibile con l'architettura e il costruire sano e mettiamo in pratica quelle conoscenze che ci consentono di arrivare a definire "l'abitare sano".
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IL RUOLO DEL PROGETTISTA
Il ruolo del progettista è di estrema importanza perché non può ignorare la situazione che si presenta al suoi occhi. Essendo a conoscenza del problemi dall'indoor e delle varie questioni ambientali egli è maggiormente responsabilizzato ed ha l'obbligo morale di crearsi una.coscienza ecologica che gli permette di effettuare interventi sul territorio senza peggiorare la situazione, garantendo alla committenza la realizzazione di un'abitazione sana, di un intervento in linea con la natura, di una giusta valutazione di impatto ambientale, della considerazione dei.problemi energetici o creati dall'inquinamento.
L'architetto non deve considerare conclusa l'attività progettuale al momento della concezione degli spazi abitativi, ma progettare e controllare pure le funzioni che in quegli spazi abitativi vengono svolte, anche se precedentemente, purtroppo, ci si è preoccupati poco di cosa avviene all'interno dell'abitazione, delle funzioni che vengono svolte, del prodotti che si usano e che fanno parte del "quotidiano" in una casa.
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PER UNA CASA SANA
Soprattutto per lo studio dei problemi di "Indoor Pollution" che abbiamo valutato dobbiamo effettuare le necessarie considerazioni, arrivando alle giuste conclusioni: le garanzie per un'abitazione sana devono comprendere oltre al terreno adatto e alla zona salubre, anche le condizioni climatiche idonee, la ventilazione adeguata, il soleggiamento completo, l'esposizione giusta, l'umidità dell'aria opportuna; deve essere realizzata una valutazione di impatto ambientale al contrario, "impatto costruttivo", cioè valutare se quel luogo, quel terreno, quell'ambiente sono potenzialmente idonei ad accogliere un manufatto edilizio, se hanno cioè una .vocazione. costruttiva.
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IL RECUPERO DELLA STORIA
Il recupero della storia e del valore del luogo, si pongono come imprescindibili presupposti di questo approccio ecologico volto alla realizzazione di un rapporto di compatibile integrazIone tra il nuovo e tutto ciò che è preesistente.
Con il "recupero della storia" non intendiamo un rifiuto di tutto ciò che è moderno ma pensiamo, quando è possibile, al recupero di quelle tradizioni costruttive che includono tecniche e tecnologie forse dimenticate troppo facilmente, le quali hanno dalla loro parte una validità comprovata dal tempo e una economicità garantita dal ricorso a materiali e maestranze locali.
Con valore del luogo intendiamo dare il giusto peso alle caratteristiche ambientali e geologiche di un sito che viene destinato ad accogliere un manufatto abitativo, ritenendo assurdo continuare con la normalizzazione della progettazione, con la progettazione standardizzata e con la costruzione di una casa edificata in modo uguale sia ad Amsterdam che ad Algeri, ottenendo risultati decisamente poco apprezzabili.
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L'ABC DELLA BIOARCHITETTURA
Praticamente, quali sono le regole elementari per realizzare un'abitazione seguendo i concetti della bioarchitettura?
Innanzi tutto, come già detto, considerare debitamente le condizioni ambientali, dalle caratteristiche climatiche a quelle morfologiche.
Poi occorre produrre una progettazione attenta al problemi, che abbia quegli accorgimenti capaci di annullare il maggior numero di agenti inquinanti: ad esempio per eliminare l'eventuale presenza di radon, una cautela progettuale consiste nel posizionamento di bocchette di aerazione ventilata da collocare nella cantina seminterrata, per interrompere il flusso radioattivo inquinante dal terreno all'abitazione.
È necessaria anche una notevole attenzione e valutazione del materiali impiegati, usare cioé quando è possibile, soltanto materiali naturali e vernici ecologiche, ricordando che circa Il 40 per cento del materiali usati abitualmente in edilizia è a rischio.
Inoltre è fondamentale una progettazione della ventilazione interno - esterno, perché una casa deve respirare, consentire il ricambio dell'aria, smaltire l'umidità, creando una forma di difesa nell'eventualità di sopraggiunte fonti inquinanti, perché una buona ventilazione assicura un ricambio d'aria il quale, se praticato, riesce ad eliminare gli effetti degli agenti che procurano alterazioni e danni.
Quindi importantissimo è l'impiego di tecnologie adeguate per l'impianto elettrico come ad esempio l'uso di cavi schermati per limitare i campi magnetici, del disgiuntore, capace di staccare la corrente da alcune zone della casa quando non è necessaria riducendo l'esposizione degli abitanti al campi elettro- magnetici, la buona abitudine di concentrare il maggior numero possibile degli impianti in zone di servizio dove non si risiede a lungo, l'utilizzo di fonti di illuminazione che si avvicinano il più possibile alla luce solare.
Anche l'esposizione e la struttura esterna dell'abitazione devono essere valutate o dimensionate in modo da ridurre al massimo i consumi energetici prevedendo anche fonti alternative come l'energia solare che non comporta spese di consumo.
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IL PROBLEMA DEI COSTI
Relativamente ai costi di un'abitazione che tenga conto dei criteri ecologici, si può affermare che incidono globalmente in misura irrisoria, ma i materiali e gli stessi metodi costruttivi diventano garanzia di durevolezza nel tempo per gli edifici così realizzati senza considerare i vantaggi fisici e psicologici derivanti dalla scelta ecologica.
Ne siamo convinti, l'architettura del terzo millennio non può assolutamente prescindere dalla problematica ecologica, se vuole garantire all'uomo un'esistenza sana e distintiva che conservi i legami con lo splendido mondo naturale ogni giorno più minacciato.
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